Mexico sin nubes: la penisola dello Yucatàn

Ciao a tutti!

Questa settimana il main topic sarà: il MESSICO! 🙂

square_clima-messico

Innanzitutto; qual è il periodo migliore per recarsi in questo meraviglioso posto? Il Messico ha un clima mite durante tutto l’anno, soprattutto sugli altopiani, nei quali la stagione secca va da novembre ad aprile; le zone costiere sono maggiormente calde ed umide, ed in estate è più alta la probabilità di piogge e cicloni tropicali, che solitamente colpiscono queste regioni tra luglio e novembre. Io sono stata diverse volte in vacanza ad agosto ai Caraibi, ed ho quasi sempre trovato bel tempo, probabilmente avrei preso più pioggia rimanendo in Italia. Non fatevi fermare da questi preconcetti, purtroppo il clima sta cambiando, se avete la possibilità di andare in questi posti solo d’estate, partite! “Audentes fortuna iuvat”!  Qui potete trovare delle informazioni interessanti in merito.

Stabilito quando partire, vediamo ora come farlo: il Messico è un territorio vasto e variegato, ricchissimo di storia, cultura, messicopaesaggi mozzafiato ed un mare dai colori vibranti, che lo abbraccia su entrambe le sue coste: ad ovest è bagnato dall’oceano Pacifico, e ad est dal Mar dei Caraibi e dal golfo del Messico. E’ composto da 31 Stati federali e da un Distretto federale, dove si trova la capitale Città del Messico. Con i suoi 1.972.550 km², si è guadagnato il quattordicesimo posto tra gli stati più estesi del mondo, ed ha una popolazione di 117.409.830 persone. Le località di maggiore impatto turistico sono Oaxaca, Chiapas, Yucatan, Riviera Maya, Baja California. Essendo un territorio così ampio, questa settimana ne tratteremo solo una parte: la penisola dello Yucatàn.
Destinazione favorita dagli italiani che visitano il Messico, la penisola dello Yucatàn comprende tre Stati: Yucatàn, Quintana Roo e Campeche, e le mete turistiche più conosciute sono:messico1
  • Cancun
  • Playa del Carmen
  • Tulum
  • Akumal
  • Chichen Itza
  • Cobà

#Curiositytime  curiositytime  : “Lo sapevate che secondo l’ipotesi Alvarez, è proprio nella penisola dello Yucatàn che, nel periodo Cretaceo, si abbatté sulla Terra l’asteroide che causò l’estinzione di massa dei dinosauri? Il cratere incriminato pare sia il Cratere di Chicxulub, e si trova al largo della costa settentrionale della omonima città

Che tipo di viaggio organizzare? Io sconsiglio il “Messico-fai-da-te”, a meno che non siate fortemente motivati o experienced. Uno dei motivi è che purtroppo c’è molta corruzione all’interno delle forze di polizia, e capita non di rado di essere fermati ai posti di blocco con vaghe accuse di eccesso di velocità, che miracolosamente decadono tanto più in fretta quanto più sarete celeri nel far sorgere conquibus tra le loro mani…

Ovviamente c’è anche chi la pensa diversamente, quindi per completezza informativa vi propongo queste idee per itinerari “fai-da-te“. 😉

Quanto tempo è necessario per visitare la penisola dello Yucàtan? L’ideale sarebbero due settimane, magari associando ad una settimana di tour culturale, una di relax per visitare le spiagge più belle della regione, ovvero:

  • Tulum: una delle spiagge più incantevoli dell’intero continente americano ed uno dei siti archeologici Maya più tulum_zona_arqueologicaconosciuti del Messico, Tulum sorge a picco sul mare Caraibico; vi si giunge comodamente con i colectivos, furgoncini per 10/12 persone, costano poco e passano frequentemente. Si prendono direttamente in strada, sulla Carrettera Federal, e fanno la spola tra Cancun, Playa del Carmen, Tulum e Chetumal. Consigli pratici: vestitevi a strati, abbigliamento pratico e scarpe da ginnastica per visitare il sito Maya, un k-way per proteggervi dall’aria condizionata dei pullmini, costume, ed eventualmente un telo mare se volete asciugarvi dopo il (consigliatissimo) bagno nelle acque turchesi di Playa Paraiso; altrimenti potete anche asciugarvi alla calda aria messicana, e riprendere il tour.
  • Akumal: in lingua Maya significa “il luogo delle tartarughe”. Il Akumalsuo nome deriva proprio dalla predilezione di questa spiaggia da parte delle tartarughe che, nei mesi estivi, tornano a nidificare laddove sono nate. La scelta a monte non è casuale: le tartarughe amano spiagge di sabbia fine e morbida, con la corretta temperatura, umidità e distanza dal mare, cosicché l’incubazione delle uova avvenga nel modo migliore possibile. In particolare ad Half Moon Bay, dove
    nidi di tartaruga

    Nidi di tartaruga ad Hal Moon Bay

    sorgono diversi resort e case vacanze, potrete trovare numerosi nidi di tartaruga durante le vostre passeggiate. “Watch your step!” 🙂  Ad Half Moon Bay potrete inoltre fare snorkeling tra razze, pesci enormi e coloratissimi visti solo nei documentari (ed a volte neanche lì!), tartarughe marine, coralli, barracuda…Basta una maschera con boccaglio, saper nuotare (se non siete bravi munitevi di pinne che vi aiuteranno a contrastare le correnti), ed avere spirito d’avventura e voglia di arrivare fino in fondo alla barriera. Un ottimo resort qui è il Bahia Principe, che è un enorme ma tranquillo complesso alberghiero suddiviso in quattro lobby : Cobà, Tulum , Akumal e Sian Ka’an; il tutto immerso in una riserva naturale, con postazioni di bird watching, iguane, coati, un cenote interno e tanto altro.

coati

pellicano

Isla Contoy 1

  • Isla Contoy: escursione abbinata solitamente ad Isla Mujeres. Contoy è un’isola protetta. Un paradiso selvaggio dove i padroni di casa sono fregate, aironi, pellicani; l’isola infatti è una riserva ornitologica, e per visitarla sono necessarie autorizzazioni (è tutto molto controllato), che sono riservate agli organizzatori dei tour, i quali possono portare sull’isola fino ad un massimo di 200 persone al giorno. Oltre ai circa 152 uccelli marini tropicali, trovano ospitalità in questa isola anche quattro specie di tartarughe marine: la tartaruga verde, la caretta caretta, la liuto e la tartaruga embricata.
fregate contoy

Le fregate ed i loro nidi – Isla Contoy

#Curiositytime : “Le fregate hanno un’apertura alare di quasi 2 mt, ma il loro piumaggio non è impermeabile. Pertanto non riescono a spiccare il volo da superfici piane sulla terraferma, e non possono nuotare. Come si nutrono? Catturano prede sulla superficie dell’acqua o sulle spiagge, o le sottraggono indebitamente ad altri uccelli più abili di loro nel nuoto, come le sule.”

  • Isla Mujeres: un tempo rifugio per i pirati che solcavano il Mar dei Caraibi; gli spagnoli le diedero il nome di
    contoy street art

    Street art – Isla Mujeres

    “isola delle donne”, per le statue femminili ritrovate accanto al tempio dedicato alla dea della fecondità Ixchel. La potrete girare in lungo ed in largo a piedi durante la vostra visita, essendo lunga solo 7 km e larga 500 mt: appena sbarcati a terra, attraversate la strada ed andate dritti, fino a raggiungere l’altra sponda dell’isola. Da lì costeggiatela muovendovi verso sinistra, sino a raggiungere la bellissima Playa Norte. La costa meridionale ospita invece le altrettanto splendide Playa Paraiso e Playa Lancheros, e vi si trova la fortezza Mundaca, che si narra fu edificata da un pirata innamorato. Si organizzano anche escursioni alle grotte degli squali. Solo per veri amanti delle immersioni e del brivido!

  • Playa del Carmen: “donde empieza la movida!”  Ideale per chi è in cerca di shopping, divertimento, ma non vuole rinunciare ad una bellissima spiaggia bianca dai fondali bassi nei quali fare lunghe passeggiate. A Playa si trovano numerose strutture ricettive, ed è l’ideale sia per una vacanza tra amici che in famiglia. Tra le migliori vi sono il Viva Wyndham Maya, il Sandos Caracol Eco Resort&Spa, ed il Barcelò Maya Beach. Nonostante i grossi complessi alberghieri all inclusive, a Playa si trovano anche molti hotel, bar e ristoranti dalle dimensioni ridotte, che trasmettono al turista il fascino del piccolo villaggio. Playa del Carmen è una delle località con il maggior tasso di crescita demografica al mondo, ed è perfettamente collegata con i siti archeologici ed i tour ecologici della Penisola.
  • Puerto Morelos: a circa 35 km a sud di Cancun incontriamo Puerto Morelos, con le sue acque cristalline e la sua atmosfera tranquilla e rilassata, ideale per godersi la tanto decantata “siesta” messicana. La spiaggia principale, Pelicanos, è incorniciata da piccole imbarcazioni da pesca che dondolano placide sulle sue acque, e dal romantico faro. Trovandosi a ridosso della barriera corallina (parco marino nazionale), è un punto ideale per gli amanti dello snorkeling e della natura.

Per quanto riguarda invece i punti nevralgici da visitare all’interno della Penisola (tour culturale), da non perdere:

  • Chichen Itzà: uno dei siti archeologici maggiormente riconosciuti al mondo, nonché una delle nuove 7 meraviglie,Castillo Chichen Itzà offre ai suoi visitatori un salto in un passato che va dal VII al X secolo. Si estende su un’area di quasi 7 km quadrati, ed è visitabile in un unico giorno. E’ divisa in diverse aree, ma le strutture più interessanti si trovano nella zona centrale: il Castillo (la piramide di Kukulkàn), i campi per il gioco della pelota, e tanti templi e piattaforme, che ritraggono ad esempio il giaguaro, l’aquila, teschi, serpenti, ed un’enorme pietra di 25 metri che ripropone il calendario maya. Non perdetevi il Tempio dei Guerrieri, tempio in pietra adornato da bellissime statue che rappresentano il Dio della pioggia. È conosciuto anche con il nome del Tempio dalle mille colonne, grazie al fatto che sia contornato da esse. Vi consiglio di acquistare qui a Chichen souvenir di ogni tipo, sempre contrattando molto, in quanto riuscirete a comprarne molti a prezzi nettamente più convenienti (ed appropriati) rispetto a quelli praticati vicino ai resort. Se si ha la necessità, si può anche pernottare nei dintorni: la vicina Hacienda Chichén, risalente al XVI secolo ma elegantemente restaurata, vi offrirà tutti i servizi ed i comfort di un hotel di lusso, con tanto di spa.

#Curiositytime: Nel giorno dell’equinozio di autunno e di primavera, accade un fenomeno che attrae ogni sei mesi migliaia di visitatori. Il sole crea un’illusione ottica, facendo sembrare che un serpente salga o discenda lungo le scale della piramide”.

  • Cobà: altro sito archeologico Maya, a Coba (nota anche senza l’accento) si trova una delle piramidi più affascinanti cobadel Messico, Nohoc Mul: alta ben 42 metri, rappresenta la piramide accessibile più alta dello Stato: una sfida anche per chi non soffre di vertigini! Si raccomanda abbigliamento comodo e scarpe da ginnastica. Coba è un sito molto esteso, pertanto vi consiglio di dedicare alla sua visita almeno 4 ore (considerate che chiudono alle 17). Nel periodo di massimo splendore della civiltà Maya, questo sito si stima accogliesse più di 50.000 abitanti, arrivando a coprire circa 80 km². La maggior parte dei monumenti sono stati edificati tra il 500 ed il 900. Questo sito, come molti altri siti Maya, vide il suo declino a partire dalla seconda metà del 1500, con la colonizzazione spagnola. Potete giungervi da soli, ad esempio dopo una mattinata a Tulum, prendendo un taxi da lì (contrattate molto!), e visitandolo a piedi potrete apprezzarne anche le meraviglie nascoste (a meno che non siate dei pigroni, e preferiate farvi trasportare da messicani in strane biciclette, a prezzi non di certo modici).
  • Cenotes: discorso a sé meritano i meravigliosi cenotes, piscine naturali formatesi in milioni di anni a causa del crollo
    cenote

    Cenote Ik Kil

    della roccia calcarea, erosa dalle precipitazioni che hanno contribuito a creare un enorme sistema di grotte sotterranee e di caverne. Col tempo e la pioggia, alcune si sono riempite d’acqua, in alcuni casi portata da falde sotterranee. Ma quando il tetto di calcare veniva appesantito dall’acqua crollava, creando un cenote. In queste grotte potrete nuotare in acque dolci, ricche di minerali, dove potrete lasciarvi incantare dai raggi del sole che, dopo essersi tuffati nelle pulite acque del cenote, si riflettono sulle pareti millenarie della grotta, creando dei riverberi che danzano lenti ed incuranti dei bagnanti eccitati. Sotto di voi, strani pesciolini neri vi nuoteranno attorno, lasciandosi finanche toccare dalle vostre mani. Vi sembrerà di fare un tuffo indietro nel tempo, tra piante tropicali e suggestive atmosfere.

    Dos_Ojos_by_Henry_Watkins

    Cenote Dos Ojos

Oggi se ne contano circa 7 mila nello Yucatan, tra i più belli vi segnalo:

Dos Ojos (composto da due piscine, di cui una scura dove è possibile fare snorkeling noleggiando una torcia; si trova nei pressi di Tulum);

Chacmool (qui si trova la stalattite sottomarina più grande del mondo, alta 12 mt);

Rio Secreto (biglietto caro – Adulti: $79.00 USD Bambini fino a 11 anni: $39.50 USD per 3 ore e mezza di accesso);

Cenote Azul (vicino a Tulum ed a Playa del Carmen, questo cenote non è molto affollato ed è adatto a grandi e piccini);

Ik kil (il cenote più famoso nei pressi di Chichen Itza, molto bello anche se spesso affollato)

Cristal ed Escondido (entrambi vicino Tulum, il biglietto cumulativo costa 50 pesos messicani, ovvero 3€);

Yokdzonot (nei pressi di Chichen Itza, è un cenote bello, tranquillo e poco turistico).

Sono visitabili anche senza guida, basta giungere fino all’entrata di alcuni di esse e pagare circa 5$ (es. davanti al Barcelò Beach di Playa del Carmen). Ricordatevi di portare/indossare: costume da bagno, crema solare, acqua, infradito e un asciugamano. Quasi tutti i siti noleggiano attrezzature per immersioni e snorkelling.

  • Merida: costruita sulle rovine di una località mata chiamata Ichcaansihó (nome anche abbreviato in T’Hó) che in lingua maya significa “cinque colline”, questa città è la capitale dello stato federale dello Yucatan. Oggi è conosciuta come la ciudad blanca, per via dei suoi edifici coloniali bianchi. La Plaza Mayor è il cuore religioso e politico della città. Qui troveremo vari monumenti come la bellissima Cattedrale di San Ildefonso (la più antica di tutta l’America continentale, risalente al 1598), Il Palazzo del Governo, la Casa del Montejo che presenta un imponente portale con statua in stile coloniale e il Museo di Arte Contemporanea. Se amate gli zoo recatevi al Parque Centenario, qui sono ospitate le specie più rare dello Yucatan. Molto bello anche il Museo Antropologico in cui spiegano la storia dello Yucatan a partire dalla civiltà Maya.
    Molto belli anche i viali della città, uno su tutti il Paseo Montejo,un mix tra antico e moderno. In città molti sono i ristoranti dove è possibile assaggiare le specialità della cucina yucateca come i papadzules, i panuchos e la famosa cochinita pibil, piatto a base di carne di maiale bagnata con succo d’arancia ed accompagnata con fagioli e cipolla rossa.
  • Valladolid: tappa usuale per chi si reca a visitare Chichen Itzà, questa cittadina conserva l’aspetto coloniale ed è sede di un caratteristico mercato indios. I punti di maggior interesse sono la Chiesa di San Bernardino, il Convento di
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    Pollo en escabeche

    Sisal, il Palacio Municipal e la Cattedrale di San Gervasio. Valladolid è il luogo ideale per assaggiare alcuni dei piatti tipici della cucina regionale dello Yucatán, tra cui il piatto caratteristico di questa grande città, le lomitas de Valladolid, ovvero della carne di maiale in una salsa di pomodoro e aglio. Tra i piatti della tradizione maya, che molto probabilmente troverete nei menù dei ristoranti di Valladolid, troviamo la longaniza (salsiccia affumicata), pollo en escabeche (ovvero pollo marinato secondo la tradizione yucateca) e pavo oriental (ovvero stufato di tacchino).

Cosa riportare dal Messico?

Tequila, maschere e soprammobili in legno, teschi in ceramica, acchiappasogni, manufatti di ogni genere. sombreros, amache (fate spazio in valigia, meritano davvero!), pelle e cuoio dipinti, braccialetti fatti a mano, e così via.

Il Messico vi riserverà una grande, straordinaria vacanza, perché coniuga il relax delle spiagge bianche ai siti culturali, per ammirare dei capolavori fantastici che vi resteranno sicuramente nel cuore.

paradiso contoy

La verdad es que mientras más enojado estoy con este país y más lejos viajo, más mexicano me siento.”
― Jorge Ibargüengoitia, Instrucciones para vivir en México

These paintings say Mexico is an ancient thing that will still go on forever telling its own story in slabs of color leaves and fruits and proud naked Indians in a history without shame. Their great city of Tenochtitlan is still here beneath our shoes and history was always just like today full of markets and wanting.”
― Barbara Kingsolver, The Lacuna

Messicosenzanuvole

Isla Contoy

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2 pensieri su “Mexico sin nubes: la penisola dello Yucatàn

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