Zanzibar: i profumi delle spezie, i colori del mare, le grida delle scimmie, i sorrisi dei bambini.

Questa settimana vi porto nella fantastica isola di Zanzibar!mappa tanzania

Zanzibar è un arcipelago di 1.554 km2, facente parte della Repubblica della Tanzania, che si trova sotto il Kenya e sopra il Mozambico. Il fuso orario è di una sola ora in avanti rispetto a noi, quando in Italia vi è l’ora legale, + 2 h durante il resto dell’anno. Più del 90% della popolazione è di religione islamica, e le lingue parlate sono lo swahili e l’inglese. L’arcipelago è composto da numerose isole ed isolotti, tra cui l’isola di Zanzibar, anche chiamata Ungujia, e la lussureggiante Pemba.

#Curiositytime: L’origine del nome Zanzibar (زنگبار) viene fatta risalire alla parola persiana zanj, “Terra dei neri”, oppure all’arabo “zanjabīl”, che significa zenzero, una delle spezie maggiormente commerciate da Zanzibar, ma è più probabile che si tratti di una paraetimologia basata sull’assonanza.

Quando andare? Le temperature sono buone durante tutto l’arco dell’anno, essendovi un clima tropicale. La stagione “delle lunghe piogge” va da marzo a maggio, mentre quella delle “brevi piogge” da metà ottobre a dicembre. Possono comunque capitare rovesci pomeridiani durante tutto l’anno, come al solito subentra poi il “fattore c” 🙂 ovvero tanta fortuna! Il periodo più caldo va da ottobre a marzo, quello più fresco da maggio ad agosto.

Ecco le temperature medie di Zanzibar.

Zanzibar Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Min (°C) 23 23 23 24 23 22 21 20 20 21 22 23
Max (°C) 32 33 32 30 29 29 29 29 30 31 31 31

penneCosa mettere in valigia? Qualunque sia il villaggio in cui andrete, partite con la valigia mezza vuota: portare vestiti o scarpe per la sera è davvero sprecato ed inutile, non li mettereste! Lasciate invece spazio per:

a) penne e pennarelli, quaderni, giochi, vestiti, medicine, scarpe, e qualunque altra cosa vogliate donare agli “zanzibarini”, grandi o piccoli che siano. Non lascerete solo queste cose lì quando ripartirete, ma anche un pezzo del vostro cuore. E se non avrete portato nulla, ve ne pentirete. I bambini faranno a gara per accaparrarsi una penna: una semplice, vecchia penna. Un oggetto che per noi non ha alcun valore ormai, a meno che sopra non vi sia scritto “Montblanc” o pennequalche altro simbolo deputato a rappresentare la nostra ricchezza esteriore. A Zanzibar tutto ciò non conta. Loro vi doneranno qualcosa di molto più importante, impalpabile e duraturo, di una semplice penna.

b) riportate souvenir tipici, che potrete comprare dalle bancarelle in spiaggia o dai bambini in strada. Impazzirete tra i mille dipinti, ma non soffermatevi ai primi: molti sono visti e rivisti, e sono uguali tra loro. Cercate qualcosa di unico. Potrete acquistare sculture in legno (io commissionai delle sculture in ebano, totalmente personalizzate), portachiavi, magliette, prodotti fatte di perline masai, etc.

TELE

Quel poco spazio che occuperete, riempitelo con vestiti leggeri ed informali, crema solare, scarpette da scoglio (fondamentali!), attrezzatura per fare snorkeling, una felpa per la sera, un foulard per la brezza, un impermeabile leggero o ombrello a dicembre.

Cosa mangiare? Dei tanti viaggi che ho fatto, trovo che Zanzibar sia uno dei posti dove si mangi meglio (fatta eccezione ciboper l’Italia, chiaramente!). La cucina zanzibarina è anch’essa frutto delle diverse influenze che hanno caratterizzato la storia dell’isola, combinando pertanto sapori e tradizioni della cucina araba, portoghese, indiana, inglese e cinese. Il pesce non mancherà mai (vi offriranno persino il sushi nei villaggi!); idem la frutta, freschissima e buonissima. L’happy hour sarà accompagnato da chips di platano e cocco fritto: la fine del mondo! Al brulicante mercato di Darajani, gli abitanti del luogo vendono qualsiasi prodotto offerto dal suolo di Zanzibar: ananas, fagioli, “jackfruit”(un frutto detto anche catala o giaca),”mchicha” (un ortaggio simile agli spinaci), banane, arance, patate, avocado, spezie, tè, carne e pesce. Come sempre, è consigliabile contrattare. Durante la gita in cui si nuota con i delfini, mi fecero mangiare in un ristorantino sulla spiaggia, e deliziarono il mio palato con del riso, pesce croccante, ed una salsa speciale che fanno loro a base di peperoni ed altri ortaggi. Un pranzo divino!

Tra i piatti tipici più gustosi: pwewa wa nazi (polipo e patate in umido con latte di cocco); il sorpotel (è una sorta di bollito misto di diversi tipi di interiora e carne di maiale, insaporito da un mix di spezie); la torta di spezie ( è il dolce più caratteristico di Zanzibar, profumato con cannella, chiodi di garofano, noce moscata e cioccolato); boku-boku (una specie di spezzatino di carne piccante cotto nel frumento, con cumino, zenzero, peperoncino, pomodoro e cipolla); squalo al pepe; carne pilau (carne d’oca cucinata con patate, cipolle, spezie, latte di cocco e riso).

Dove dormire? sultan sandsLe mete più ricercate sono:

  • Kiwengwa: località situata sulla costa est dell’isola, caratterizzata dal fenomeno delle maree, che durante la giornata cambiano continuamente l’orizzonte, lasciandovi senza fiato di fronte agli spettacolari paesaggi che questa terra può offrire. La spiaggia può allargarsi quasi fino alla barriera corallina, che si trova a 250 metri dalla battigia, regalando visioni dell’oceano veramente suggestive. Il mare è trasparente come cristallo, e si confonde con l’azzurro del cielo, tranne quando il tramonto lo tinge di lilla. Tra i resort più belli, vi sono il Villaggio Veraclub Zanzibar Village, il Sultan Sands Island Resort, Bahati Villa,  Nyumba Yetu.
  • Nungwi: si trova a nord di Ungujia; in passato era uno dei più tramontoattivi centri di costruzione dei dhow (le imbarcazioni da pesca tipiche di Zanzibar). Nungwi è stata una delle ultime spiagge ad aprirsi al turismo, intorno alla metà degli anni novanta, a causa di opposizioni delle popolazione locale. Da allora però, è divenuta una delle mete più richieste, ed oggi il tratto di spiaggia antistante il villaggio, chiamato Jambo Square, è sempre pieno di bagnanti e visitatori. Qui potrete ammirare dei fantastici tramonti. A Nungwi si trova anche un centro che ospita rettili e tartarughe marine, il Mnarani Marine Turtles Conservation Pond. Potrete soggiornare in uno dei tanti resort, come il Veraclub Sunset Beach, La Gemma dell’Est Eden Special,  Hideaway Eden Special, The Z hotel, e tanti altri.

NB: Non è necessaria alcuna vaccinazione per recarsi a Zanzibar!

Escursioni:

Per le escursioni affidatevi senza timori ai beach boys (i ragazzi che incontrerete sulla spiaggia): all’inizio potranno sembrarvi un pò inquietanti, fermi in attesa dei turisti, ma vi assicuro che ve ne andrete rimpiangendo di non poterli più vedere! Sono persone oneste, pensate che un ragazzo aveva lasciato i suoi occhiali da sole firmati in un pullmino, ed il giorno dopo gli sono stati restituiti. Invece un altro gruppo di ragazzi, approfittandosi del fatto che i beach boys neanche si fanno pagare in anticipo, ma solo alla fine (mai successo in nessun altro posto!!), ha mentito sulla data di partenza, e sono tornati in Italia senza saldare i loro debiti! Rubare agli zanzibarini…io davvero sono rimasta senza parole.

A Kiwengwa potete affidarvi a Barbanera, un beach boy con una grande esperienza.

Tra le escursioni da fare assolutamente, non perdetevi:aragoste

  • Nakupenda: gita in barca dove vi porteranno ad una bellissima lingua di sabbia in mezzo al mare, e vi faranno mangiare tante prelibatezze tipiche di Zanzibar, tra cui pesce alla griglia (aragoste incluse!), patatine fritte, verdure, riso, e così via.
  • Tour delle spezie + Stone Town: solitamente abbinati, sono due milestone di Zanzibar. Durante il tour visiterete una vasta piantagione di spezie, che potrete anche comprare. Tra le mie preferite rientrano la noce moscata, la cannella, la vaniglia, la curcuma, il curry, lo zenzero, e tante altre. Stone Town (“città di pietra”) è la capitale, dove vi porteranno pranzoa fare un aperitivo (ottimo il mojito!) al The Africa House Hotel. L’architettura di questa città, perlopiù risalente al XIX secolo, riflette le molteplici influenze che definiscono la cultura swahili: si ritrovano elementi moreschi, arabi, persiani, indiani ed europei. Proprio per via della sua importanza storica ed architettonica, la città è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Avrete molto da vedere: l’Alta Corte di Giustizia; i Bagni persiani di Hamamni, il forte arabo, il mercato di Darajani, la moschea dell’Aga Khan, il Museo del Memoriale della Pace, il Palazzo delle Meraviglie, il tempio shakti (induista), il Vecchio Dispensario, il Grande Albero (un enorme ficus sul lungomare), la piazza di Kelele.

#Curiositytime: il Palazzo delle Meraviglie è uno degli edifici più imponenti di Stone Town, costruito nel 1883, venne usato come residenza dei sultani, come sede del governo coloniale, e come sede del partito di governo dopo la rivoluzione. Il suo nome deriva dal fatto che fu il primo edificio di Zanzibar ad avere la corrente elettrica, nonché il primo ad essere dotato di ascensore in tutta l’Africa orientale. Nel 2000 è stato inaugurato al suo interno un museo che espone un insieme eterogeneo di reperti sulla cultura swahili e zanzibarì.

  • Jozani Chwaka Bay National Park + Delfini: una delle giornate più belle della mia vita. Eravamo solo in due a fare questa gita (io ed il mio ex fidanzato), e ciò ovviamente ha contribuito a renderla unica. Ci hanno portato prima su una spiaggia, dove siamo montati a bordo di un piccolo motoscafo, che ha iniziato a costeggiare la barriera. Ad un certo punto, eccoli: decine di delfini sfrecciavano veloci sotto i nostri piedi (o meglio, sotto le nostre pinne), e noi ci siamo tuffati, ed scimmieabbiamo danzato con loro sotto la superficie del mare. Non potrò mai scordarmi quei momenti, in cui li osservavo da dietro la mia maschera, l’acqua era di un colore tendente al verde scuro, ed i delfini si muovevano sotto di me, per nulla spaventati anzi, alcuni di loro si attardavano per nuotare con me, disegnando linee sinuose nell’acqua, muovendosi su e giù. Il Parco Nazionale invece ospita delle simpatiche scimmie, che mi sono ritrovata sopra la testa senza neanche accorgermene! 😉 Le potrete vedere infatti alzando lo sguardo, in quanto amano stazionare sui rami degli alberi per riposarsi o procacciarsi del cibo.
  • Prison island: come dice il nome stesso, quest’isola fu usata a partire dal’800 da arabi e trafficanti di schiavi come luogo di detenzione per questi ultimi. Successivamente di trasformò a stazione di quarantena per coloro che venivano colpiti da febbre gialla nelle colonie inglesi dell’Africa orientale. Ora invece è un resort per un centinaio di esemplari di tartarughe giganti delle Seychelles, specie a rischio di estinzione. Considerata la bellezza delle acque e della spiaggette dove ammirare le stelle marine, Prison Island è oggetto di costruzione di strutture ricettive per i turisti.

bancarella bambine pescatore monkey

Zanzibar è davvero un luogo magico, dove le persone vivono in maniera genuina, dove sarete in grado di riaprire il vostro cuore, sviluppare la vostra intelligenza naturalistica, entrando in comunione con gli altri esseri viventi in maniera spontanea e sincera, come è naturale che sia.

bambina bambini

“Un viaggio è sempre una scoperta, prima di luoghi nuovi è la scoperta di ciò che i luoghi nuovi fanno alla tua mente e al tuo cuore. Viaggiare è sempre, in qualche forma, esplorare se stessi.”

Stephen Littleword

“Unless you know the road you’ve come down, you can not know where you are going”                  

Proverbio Zanzibarino

Annunci

Un pensiero su “Zanzibar: i profumi delle spezie, i colori del mare, le grida delle scimmie, i sorrisi dei bambini.

  1. Pingback: Zanzibar: i profumi delle spezie, i colori del mare, le grida delle scimmie, i sorrisi dei bambini. | La Fame Vien Viaggiando

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...