Il fascino di Roma: Piazza Navona

Ciao a tutti!

Quante volte vi siete trovati nella Città Eterna, e vi siete chiesti dove poter cenare, senza però finire in qualche ristorante turistico, o eccessivamente caro? Bene, qui subentro io con i miei consigli 🙂

Innanzitutto, vediamo dove vi porto…

Una delle zone più carine dove uscire la sera a Roma, sono i dintorni di Piazza Navona, famosa per il suo fascino senza tempo. Anche nota come “Stadio di Domiziano”, piazza Navona deve la sua conformazione proprio alla volontà di utilizzarla, nell’antica Roma, per gare atletiche o competizioni di vario genere.

A differenza del Circo Massimo, non vi sono i carceres, cancelli da cui uscivano i cavalli da corsa, né la spina, muro divisorio intorno a cui correvano i cavalli, ma era tutto libero ed utilizzato per le gare degli atleti. Fu fatta costruire dall’imperatore Domiziano nell’85. Era lunga 276 metri, larga 106, e poteva ospitare 30.000 spettatori. Il nome della piazza era originariamente “in Agone” (dal greco agones, “giochi”) poiché lo stadio era usato solo ed esclusivamente per le gare di atletica. Lo stadio fu probabilmente utilizzato fino al V secolo, periodo in cui iniziò anche la decadenza della città.

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#CuriosityTime: Intorno a questa Piazza sono sorte diverse leggende metropolitane. Una di esse riguarda l’utilizzo della piazza per le battaglie navali. In realtà nei mesi estivi veniva allagata per lenire il caldo: anticamente la piazza era concava, pertanto bloccando le chiusure delle tre fontane, l’acqua fuoriusciva ed allagava la piazza.

Tra il 1810 ed il 1839 nella piazza si tennero le corse al fantino, ossia corse di cavalli montati (che però non avevano parentela con le più famose corse dei barberi di Via del Corso).

piazzanavona

L’ovale di piazza Navona è scandito da tre fontane: la Fontana del Nettuno e la Fontana del Moro, entrambe di Giacomo della Porta, e la fontana centrale, di Gian Lorenzo Bernini, nota anche con il nome di Fontana dei Quattro Fiumi, poiché rappresenta  il Danubio, il Gange, il Nilo ed il Rio della Plata, i quattro angoli della Terra.

Francesco Borromini, storico antagonista del Bernini, costruì invece la chiesa di Sant’Agnese in Agone. Essa ricorda il martirio che la Santa avrebbe subito proprio in quella parte della piazza e, vuole la leggenda, sarebbe stata eretta esattamente al di sopra di quel postribolo ove avvennero i fatti e che si sarebbe perpetuato in tale funzione, sino appunto al momento della costruzione, negli attuali sotterranei dell’edificio. È anzi proprio dai fornici di questi locali interrati che la parola latina fornices assunse anche il significato di lupanare (determinando inoltre la derivazione della radice del verbo fornicare). La chiesa attuale sorge dove sin dal Medioevo era già stata eretta una piccola chiesetta parrocchiale.

L’obelisco al centro della piazza viene dal circo di Massenzio, che si trova sulla via Appia.

#CuriosityTime: La leggenda circa la presunta rivalità fra il Bernini e il Borromini suggerisce che a due delle quattro statue dei fiumi Bernini abbia voluto concedere speciali tutele contro l’opera dell’avversario: al Nilo una benda sulla testa per sottrarsi all’infelice visione, ed al Rio della Plata una mano protesa per ripararsi dal forse imminente crollo della chiesa; ma anche questa credenza è infondata, poiché la fontana fu realizzata prima della chiesa, mentre il Nilo ha la testa bendata perché al tempo non erano state ancora scoperte le sorgenti del fiume. La statua di Sant’Agnese sulla facciata della chiesa ha una postura che apre a più interpretazioni, fra le quali quella che la mano sul petto, insieme all’espressione del volto, sia segno di sconcerto.

Giovanni Battista Pamphilj, divenuto Papa con il nome di Innocenzo X, per celebrare la grandezza del casato dei Pamphili, in una sorta di competizione con i Barberini ed i Farnese, volle che vi si erigesse il palazzo omonimo e che la piazza fosse ornata con opere di ingente valore. Gli affreschi della galleria di Palazzo Pamphilj sono opera di Pietro da Cortona.

piazza navona

Oggi la piazza è crocevia di turisti, artisti di strada, pittori e ritrattisti. Nel periodo natalizio diviene punto nevralgico di Roma, ospitando delle bancarelle caratteristiche, che illuminano la piazza di luci e profumi; vendono dolciumi, statuette per il presepe o oggetti d’artigianato.

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